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Piazza Affari: Volumi in Calo del 3,68% il 7 Novembre

Il controvalore degli scambi su Borsa Italiana è diminuito del 3,68% il 7 novembre 2025, scendendo a 3,51 miliardi di euro rispetto ai 3,65 miliardi della sessione precedente. Il numero di azioni scambiate si è attestato a 0,57 miliardi, in riduzione dal precedente 0,68 miliardi. Questo calo riflette una giornata di cautela tra gli investitori, influenzata da risultati aziendali misti e un sentiment europeo negativo.​

L’indice FTSE MIB ha chiuso in ribasso dello 0,44%, sotto la soglia dei 43.000 punti, allineandosi al trend dei principali mercati europei. L’Euro Stoxx 50 ha perso lo 0,85%, mentre il Dax tedesco e il Cac francese hanno registrato cali rispettivamente dello 0,79% e dello 0,20%. Wall Street ha contribuito al pessimismo, con il Nasdaq in affanno a causa di timori sul settore tech.​

Tra i 706 titoli trattati, 422 hanno chiuso in flessione, 248 in progresso e 36 stabili. Telecom Italia ha guidato i volumi con 1,66 milioni di azioni scambiate, seguita da Stellantis con 527.873 unità. Intesa Sanpaolo ha completato il podio, con 293.767 azioni e un rialzo dello 0,46%.​

La stagione degli utili ha dominato la seduta, con società come Diasorin che ha affondato del 19% dopo un calo dei ricavi trimestrali e una revisione al ribasso delle guidance. Mediobanca ha perso il 3,4% nonostante profitti in aumento dell’11,8%, penalizzata da prese di profitto nel settore finanziario. Al contrario, Mps ha brillato come miglior titolo, trainando il comparto bancario con guadagni positivi.​

Questo calo dei volumi si inserisce in un contesto economico italiano più ampio, segnato da una crescita modesta del PIL allo 0,5% prevista per il 2025. La recente difesa della manovra di bilancio da parte del Ministro Giorgetti, con enfasi su garanzie statali e riforme dei capitali, offre supporto, ma non ha impedito la volatilità di breve termine. L’asta BOT in arrivo il 12 novembre potrebbe stabilizzare i mercati, attirando liquidità.​

Gli investitori istituzionali hanno ridotto le posizioni, preferendo asset sicuri come i titoli di Stato italiani. Lo spread BTP-Bund rimane contenuto sotto i 130 punti base, grazie all’outlook positivo di Scope Ratings sul debito pubblico. Tuttavia, la debolezza globale, inclusa l’incertezza elettorale USA, ha spinto molti a sidelinarsi, riducendo gli scambi.​

Il settore tech ha sofferto particolarmente, con titoli come STMicroelectronics in calo. L’Europa intera ha mostrato timori su valutazioni elevate e rischi geopolitici, che amplificano la cautela su Piazza Affari. Transizione verso la sessione del 10 novembre, gli analisti prevedono un rimbalzo se i dati macroeconomici confermano la resilienza italiana.​

Nel dettaglio, il FTSE Italia Mid Cap ha perso lo 0,60%, mentre il FTSE Italia Small Cap è sceso dello 0,50%. I blue chip come Eni e Enel hanno chiuso misti, con Eni in lieve ribasso per pressioni sul petrolio. Stellantis ha resistito meglio, guadagnando l’1,40% grazie a outlook positivi sull’auto elettrica.​

La Borsa Italiana, gestita da Euronext, mantiene una capitalizzazione in crescita del 13,6% nel 2025, con volumi azionari in aumento del 30,3% nei primi semestri. Questo calo del 7 novembre appare episodico, non intaccando il trend positivo di lungo termine del FTSE MIB, su del 26,12% annuo. Fattori come il PNRR e le riforme fiscali sostengono la fiducia strutturale.​

Gli investitori retail, grazie a piattaforme digitali, hanno contribuito ai volumi, ma la dominanza degli istituzionali si nota nella reattività ai dati trimestrali. L’ABI, che prepara il settore bancario alle sfide del 2026, vede opportunità in un mercato più liquido. La stabilità dei tassi BCE, attesi in calo, potrebbe rivitalizzare gli scambi nelle prossime settimane.​

Piazza Affari si confronta con concorrenti europee: Londra ha perso lo 0,55%, Francoforte l’1,45% sull’Ibex spagnolo. L’euro si mantiene stabile a 1,154 sul dollaro, favorendo esportatori italiani. Oro e commodities offrono rifugio, con variazioni minime che non compensano la debolezza azionaria.​

Tra i driver negativi, il Sentix Index per novembre si è attestato a -7,4 punti, peggio delle attese, segnalando pessimismo sull’economia UE. In Italia, la stagnazione manifatturiera (PMI a 49,9) pesa sul sentiment, ma l’occupazione record al 62,8% bilancia i rischi. Giorgetti ha ribadito la necessità di competitività, che potrebbe tradursi in rally settoriali.​

I top performer includono titoli energetici come Italgas, con opzioni su novembre che mostrano volatilità contenuta. Il FTSE MIB ha oscillato tra 43.092 e 43.152, chiudendo a 43.128,52. Analisti di Trading Economics prevedono un +0,93% il 10 novembre, verso 43.315 punti.​

Questa sessione riflette una pausa digestiva dopo un rally di tre giorni. Il FTSE MIB aveva guadagnato terreno grazie a banche e utilities, ma i profitti si sono realizzati il 7 novembre. Prospettive per la settimana includono dati sull’inflazione e minuti BCE, che potrebbero invertire il trend.​

Le banche, pilastro di Piazza Affari, hanno chiuso miste: Intesa Sanpaolo su, Unicredit stabile. Il settore beneficia della solidità patrimoniale (CET1 15,5%), ma soffre per NIM compressi. L’appello ABI per resilienza nel 2026 sottolinea l’importanza di mercati efficienti.​

Investitori stranieri, che detengono il 40% dei titoli, hanno ridotto esposizioni, favorendo un calo dei volumi. Tuttavia, il buyback azionario e le riforme Meloni attraggono capitali. Con il deficit al 3,4%, l’Italia appare attraente per fondi sovrani.​

La regolamentazione Euronext garantisce trasparenza, con volumi after-hours che estendono la liquidità. Statistiche storiche mostrano novembre come mese volatile, ma con potenziali rialzi (es. +23,1% nel 2020). Monitorare l’asta BOT del 12 novembre per impatti su tassi e azioni.​

Analisi dei Volumi per Settore

Il banking ha visto scambi elevati, con Intesa leader. L’energia resiste, trainata da Eni. Tech e pharma penalizzati da earnings deboli.​

Performance Settimanale

Settimana chiusa in calo, ma +2,72% mensile. FTSE MIB su +26,12% annuo. Mercati UE simili, con tech in affanno.​

Prospettive per Novembre

Aspettative di rimbalzo con dati macro. Riforme Giorgetti supportano crescita. Volatilità da geopolitica, ma outlook positivo.​

In conclusione, il calo dei volumi del 7 novembre su Borsa Italiana evidenzia cautela temporanea, non un cambio di rotta. Contesto economico stabile e riforme fiscali offrono basi solide per ripresa. Investitori attendono catalizzatori come utili e politiche BCE per tornare aggressivi.

Questa analisi integra dati ufficiali di Borsa Italiana e trend di mercato. Il FTSE MIB rimane benchmark affidabile per l’economia italiana. Evoluzioni future dipenderanno da execution di manovre governative.