Roma accoglie la 49esima edizione del Roma Jazz Festival dal 1 al 23 novembre 2025. L’evento dedica il programma a John Coltrane e al suo capolavoro “A Love Supreme”, celebrando i sessant’anni dall’uscita. Artisti come Makaya McCraven e Cécile McLorin Salvant si esibiranno all’Auditorium Parco della Musica e alla Casa del Jazz.
Questa kermesse, organizzata da Fondazione Musica per Roma e Fondazione Romaeuropa, esplora il jazz come viaggio spirituale. Il direttore artistico Mario Ciampà trae ispirazione da Martin Luther King Jr. e Coltrane, enfatizzando armonia e giustizia musicale. Il festival unisce leggende e talenti emergenti in tre settimane di concerti vibranti.
Il Tributo a John Coltrane e “A Love Supreme”
John Coltrane rivoluzionò il jazz con “A Love Supreme”, un’opera mistica del 1965. Il festival onora questo album attraverso performance che ne reinterpretano l’essenza spirituale. Artisti internazionali portano sul palco visioni contemporanee, collegando passato e presente.
Il tema guida l’intera programmazione, trasformando la musica in strumento di riflessione. Coltrane simboleggia resilienza e innovazione, valori che permeano ogni esibizione. Inoltre, il tributo include omaggi collaterali, come quello ad Alice Coltrane, arricchendo il dialogo familiare.
Roma, culla di culture, si presta idealmente a questa celebrazione. Il festival amplifica l’eredità di Coltrane, rendendola accessibile a un pubblico globale. Questa edizione consolida il ruolo della Capitale come hub jazz europeo.
Apertura Esplosiva con Makaya McCraven
Makaya McCraven apre il festival il 1 novembre alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. Il batterista e produttore di Chicago fonde jazz, hip-hop e ritmi mondiali in un sound organico e innovativo. La sua performance evoca l’energia di Coltrane unita a influenze urbane moderne.
McCraven, noto per album come “In the Moment”, cattura l’improvvisazione pura. Il suo approccio ibrido attrae generazioni diverse, mescolando tradizione e beat contemporanei. Questa serata promette un debutto ipnotico e ritmato.
Inoltre, il musicista esplora temi di diaspora e identità, eco del messaggio coltraniano. Il pubblico romano vivrà un viaggio sonoro che sfida confini generazionali. L’esibizione segna l’inizio di un festival dinamico e inclusivo.
David Murray Quartet e Camilla George nel Cuore della Settimana
Il 2 novembre, il David Murray Quartet infiamma la Sala Petrassi con sax tenore potente. Murray, icona del free jazz, omaggia Coltrane attraverso improvvisazioni audaci e melodie intense. La sua formazione unisce armonie complesse e groove ipnotici.
Camilla George si esibisce il 7 novembre con il suo quartetto, portando sax soprano dal sapore britannico. La flautista e sassofonista londinese intreccia jazz con ritmi africani e caraibici. La sua musica fresca e radicata celebra diversità culturale.
Queste performance centrale rafforzano il tema spirituale del festival. Murray e George incarnano l’evoluzione del jazz, dal free al fusion globale. Roma assapora queste serate come momenti di pura catarsi musicale.
Sade Mangiaracina e Gianluca Petrella: Fusione Italiana
Il 13 novembre, Sade Mangiaracina e Bonnot, con Gianluca Petrella al trombone, propongono un set alchemico. La cantautrice siciliana mescola jazz elettronico e paesaggi sonori innovativi. Petrella aggiunge texture brass che elevano il dialogo improvvisato.
Mangiaracina, talento emergente, esplora emozioni crude attraverso voce e piano. Il trio crea un’atmosfera intima e sperimentale, riecheggiando l’introspezione di Coltrane. Questa esibizione italiana aggiunge calore locale al programma internazionale.
Inoltre, la performance integra elettronica con armonie acustiche, spingendo i confini del genere. Il pubblico scoprirà una voce femminile potente nel jazz contemporaneo. L’evento unisce tradizione siciliana e innovazione romana.
Hakan Basar e Bernhard Wiesinger: Venti dal Mediterraneo
Il 14 novembre, l’Hakan Basar Trio porta piano jazz dal sapore turco alla Casa del Jazz. Il giovane prodigio mediorientale infonde melodie orientali in strutture jazzistiche. La sua musica evoca ponti culturali, in linea con lo spirito coltraniano.
Bernhard Wiesinger chiude il 22 novembre con un quartetto che celebra swing e modernità. Il trombettista austriaco offre un sound elegante e virtuoso. Queste performance arricchiscono il festival con prospettive europee diverse.
Basar e Wiesinger rappresentano la vitalità del jazz globale. Le loro esibizioni stimolano scambi interculturali, rendendo Roma crocevia musicale. Il pubblico apprezzerà queste infusioni fresche e armoniose.
Gran Finale con Cécile McLorin Salvant
Cécile McLorin Salvant conclude il festival il 23 novembre alla Sala Sinopoli. La vocalist americana, premiata con Grammy, intreccia jazz, blues e baroque in narrazioni teatrali. La sua performance esplora diaspora e resilienza, omaggiando Coltrane con profondità emotiva.
Salvant, nota per album come “Oh Snap”, trasforma il palco in spazio intimo. Voce versatile e presenza scenica catturano il pubblico in un viaggio narrativo. Questo finale lascia un’eco di ispirazione spirituale.
Inoltre, la sua arte unisce storytelling e improvvisazione, elevando il tributo a Coltrane. Roma onora questa chiusura con un concerto che unisce generazioni. L’esibizione simboleggia l’eterno rinnovarsi del jazz.
Altri Artisti e Performance Collaterali
Joe Sanders presenta il Parallels Quartet il 4 novembre, con basso al centro di composizioni innovative. Bilal Quartet segue il 5, portando soul jazz vocale e ritmico. Amaro Freitas offre un piano solo il 8, mescolando influenze brasiliane.
Peter Erskine con Dr. Um Band il 9 esplora fusion prog-jazz. Jemma Collettivo il 10 celebra ensemble italiani emergenti. Alina Bzhezhinska omaggia Alice Coltrane il 12 con harp e sax.
Queste esibizioni diversificano il programma, coprendo free jazz, elettronica e world music. Fiabe Jazz per bambini aggiunge un tocco educativo. Il festival crea un mosaico sonoro completo e accessibile.
Location Iconiche: Auditorium e Casa del Jazz
L’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospita i concerti principali, con sale come Petrassi e Sinopoli. Questa struttura moderna, progettata da Renzo Piano, amplifica l’acustica jazz con design ispirato. La Casa del Jazz, ex casino di Villa Doria Pamphili, offre intimità verdeggiante.
Il Club Monk completa il circuito con set notturni underground. Queste venue contrastano grandeur e cozy, adattandosi a ogni stile. Roma valorizza il suo patrimonio architettonico attraverso la musica.
Inoltre, gli spazi favoriscono interazioni tra artisti e pubblico. L’atmosfera immersiva eleva ogni performance. Il festival trasforma queste location in templi del jazz.
Il Ruolo del Roma Jazz Festival nella Scena Globale
Giunto alla 49esima edizione, il festival consolida Roma come capitale jazz. Attraverso oltre 50 concerti, promuove dialogo interculturale e innovazione. L’omaggio a Coltrane rafforza il suo impegno per la spiritualità musicale.
Mario Ciampà, direttore, seleziona talenti che incarnano evoluzione del genere. Il programma bilancia icone e new entry, attirando migliaia di spettatori. Questa kermesse influenza la scena italiana, ispirando festival affini.
In un anno giubilare, il tema spirituale risuona con valori universali. Il jazz emerge come forza unificatrice in tempi turbolenti. Roma brilla come faro culturale europeo.
Come Partecipare al Festival
I biglietti si acquistano online sul sito dell’Auditorium o alla biglietteria. Prezzi variano da 20 a 50 euro, con abbonamenti per multiple serate. Orari serali facilitano l’accesso post-lavoro.
Eventi gratuiti o low-cost arricchiscono l’offerta, inclusi workshop. Si consiglia prenotazione anticipata per artisti sold-out come Salvant. Trasporti pubblici collegano facilmente le venue.
Per approfondire, l’app ufficiale fornisce mappe e live stream. Il festival invita tutti, da esperti a curiosi. Partecipare significa immergersi in un viaggio jazzistico indimenticabile.
L’Impatto Culturale e Spirituale
Il Roma Jazz Festival genera dibattito su musica e società. L’omaggio a Coltrane ispira riflessioni su giustizia e armonia. Artisti come McCraven e Salvant amplificano voci emarginate.
Questa edizione, nel contesto giubilare, eleva il jazz a esperienza trasformativa. Collabora con scuole per educare giovani generazioni. Roma beneficia di turismo culturale e visibilità globale.
Infine, il festival lascia un’eredità di innovazione e unità. Visitatori partono arricchiti, con melodie che riecheggiano. La 49esima edizione segna un milestone nel calendario jazzistico.
